post-title Riaprire ci ucciderà! https://partitaviva.it/wp-content/uploads/chiuso.jpg 2020-04-25 15:15:47 yes no Posted by Categories: news

Riaprire ci ucciderà!

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Riaprire ci ucciderà!

In questi giorni si parla di fase 2 e di riaperture.

Ma da quanto ne riusciamo a dedurre, riaprire non conviene.

Un governo che ha chiuso le nostre attività di notte, senza darci un sostentamento economico.
Ci ha fatto continuare a pagare bollette, tasse, fitti, prestiti, banche e tutte le spese come se fossimo aperti regolarmente.

Mentre i soldi si volatilizzavano, il governo ha saputo fare solo conferenze stampe con ABBIAMO DATO, ABBIAMO FATTO, ABBIAMO STANZIATO… nel mentre la gente moriva di Coronavirus, non riusciva a mettere il piatto di pasta a tavola. E a noi cittadini non è arrivato nulla!

Finalmente a metà/fine aprile, dopo due mesi di chiusura, sono arrivati dei miseri €600 che si sono già volatizzati tra spesa al supermercato e bollette.

Ma come, prima di andare al governo avete fatto una battaglia durante le scorse elezioni sostenendo che il reddito minimo per una famiglia debba essere €780. Ci spiegate con quale coraggio ci dite di campare 2 mesi con €600?

Vabbè arriverà il decreto APRILE… ma quando?
Oggi è 25 di aprile e il governo oltre a scaramucce tra politici in diretta TV non ha dato ancora alcuna soluzione.

E ora veniamo alla FASE 2. La riapertura.

Ci avete chiuso senza preavviso, abbiamo lasciato l’azienda così com’è per oltre 2 mesi e ora ci venite a dire che dobbiamo SANIFICARE?

Ma se non c’è stato nessuno nei locali in oltre 2 mesi quali rischi si corrono?

E allora ecco che riparte la macchina della burocrazia. Legislatori che scrivono in “burocratese” e che alla fine della stesura non sanno cosa hanno scritto.

Noi imprenditori dobbiamo andare da un professionista. Che ci farà la consulenza, a pagamento, e ci dirà cosa fare per riaprire.

Per prima cosa la sanificazione. Ma non puoi farla tu, con il tuo strofinaccio, mocio e candeggina. Ci vuole la ditta specializzata che ti viene a sanificare quel buco di 20mq. Spesa totale 200/300€

E più è grande il locale, più la spesa sale. Ma chi paga? Ovviamente l’imprenditore.

Una volta sanificato possiamo riaprire? No, prima deve rilasciarti la certificazione la ditta di specializzata e devi metterlo BENE IN MOSTRA!

E poi? E poi devi munirti dei dispositivi di protezione personale.
Cioè? Mascherine, camici, gel, calzari, dispenser ecc…
Ma non gioite. Perchè tutte questi prodotti sono USA E GETTA

E quindi la mattina ti alzi. Ti rechi in negozio. Ti vesti come JEEG ROBOT D’ACCIAIO, fai entrare un cliente alla volta, fai rispettare le distanze e… entra un controllo. Secondo loro hai dimenticato qualcosa, che magari non ti ha detto l’ingegnere, oppure non stai facendo rispettare la distanza di 1 metro.

Tu inutilmente gli fai capire che quel locale di 20mq è 5m di lunghezza per 4m di larghezza, che togliendo la mobilia e banchi di lavoro restano circa 2mx2m calpestabili. E che quindi se il cliente vuole girare nel tuo negozio, sei costretto tu ad aspettare fuori.

Ma niente da fare. Non hai rispettato le regole. Quel cliente non ha manco speso 10€ e tu ti prendi una bella MULTA!

E allora andiamo in banca. Hanno promesso 25 Mila euro. Fai tutto l’iter bancario. Il direttore ti fa notare che 4 anni fa hai pagato una rata del prestito il 20 del mese anzichè il 10. E che quindi il prestito non puoi averlo.

Ma forse oggi è il tuo giorno fortunato. Forse la SACE (azienda dello stato che concede le garanzie) ha chiuso un occhio e ti ha concesso la garanzia.

Basta mettere due firme e il direttore ti accredita i soldi sul conto.

Ohhh finalmente un po’ di respiro. Chiami il proprietario del locale e gli dici che finalmente puoi pagargli il fitto di marzo e aprile, anche se non hai lavorato. Paghi Luce, acqua e internet e tutto quello che hai di arretrato.

Intanto i giorni passano ma nel negozio non entra nessuno. La gente ha paura di girare nei negozi.
Il male non è stato ancora sconfitto.
E poi gli esperti dicono che a ottobre potrebbe esserci una nuova ondata.
Chi vuoi che spenda i soldi? Bisogna conservarli perchè se in autunno ricomincia l’emergenza la gente non aspetterà mica i NON aiuti che nell’emergenza di primavera non sono arrivati dallo stato.

Ricevi la telefonata dal tuo consulente del lavoro. Hai 3 dipendenti che hanno terminato la cassa integrazione e ora tocca a te pagare lo stipendio.
Ma come? Io non riesco. Non sto vendendo nulla.
Licenziamoli, almeno prendono il sussidio di disoccupazione.
NON SI PUÒ
non puoi licenziare. Ricordi le due firme che hai messo prima per i €25.000? Ti obbligano a rispettare gli obblighi occupazionali. Predi quei soldi e inizia a pagare i dipendenti.

Arriva fine giugno. Bisogna pagare le tasse.
Ma quali tasse che io da marzo ad oggi non ho guadagnato nulla?
Allo stato non interessa. Hai quel che resta dei €25.000 in banca. Ma mentre non ci pensi, il RID è già passato.

E alla fine finiscono i soldi. Tu continui a non lavorare. E inevitabilmente sarai costretto a chiudere.

Quel locale in centro città chiuderà la serranda per sempre. Una nuova luce si è spenta. I tuoi concittadini scenderanno in strada e diranno: “guarda a questo, si è preso i €25.000 dallo stato e ha chiuso”

Passano i mesi e arriviamo al 2021. Teoricamente il Coronavirus è un virus passato ormai. Quasi non ce lo ricordiamo più.

Ritrovi per strada i tuoi dipendenti che alla fine il sussidio di disoccupazione l’hanno preso. Tra qualche mese terminerà. Ma per qualche mese hanno potuto campare.

Tu ti sei ridotto a chiedere aiuto a parenti e amici. Poi a raccattare quel po’ di lavoro che c’è in giro per campare.

Arriva una raccomandata a casa.

La società SACE, azienda del governo,


ti chiede di restituire i €25.000

FINE

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