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IL VIRUS E LA CRISI ECONOMICA: NESSUNO È IMMUNE!

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IL VIRUS E LA CRISI ECONOMICA: NESSUNO È IMMUNE!

Dal 31 Gennaio 2020 l’Italia è entrata in emergenza Sanitaria.

Da quel giorno è stato un susseguirsi di eventi che hanno portato morte e disperazione. Ma la pandemia non è ancora finita, e non finirà a breve. La pandemia sarà anche Economica!

Sappiamo quanti contagiati, morti e le restrizioni che ci sono stati in questi mesi. Ne è pieno di Telegiornali che parlano di bollettini di guerra.
Perché questa è una guerra.

E come ogni guerra c’è un prima, un durante e un dopo.

PRIMA

Il PRIMA Italiano era la nostra vita. Come al solito abbiamo guardato gli altri paesi, anzi un solo paese LA CINA, che iniziava a fare i conti con contagi e morti e noi Italiani l’abbiamo preso sotto gamba. Perché guardiamo le cose che succedono agli altri pensando che a noi non potrebbe mai accadere.

Il PRIMA in Italia era fatto di persone che stentavano ma comunque riuscivano ad arrivare alla fine del mese. Che con grandi sacrifici riuscivano a mettere il piatto a tavola.

Il PRIMA in Italia è stato vissuto con grande apprensione per chi ha a che fare con la merce di importazione. Ma anche con rallentamenti nelle vendite. Però siamo arrivati indenni sia al mese di gennaio che quello di febbraio.

Poi è arrivata! La guerra in Italia è scoppiata. E ha mietuto vittime dapprima al Nord per poi espandersi in tutta Italia.

DURANTE

Durante questa Guerra si è provveduto a manovre restrittive che ne hanno compromesso l’economia e la libertà che avevamo.

Il 10 marzo è stato emanato il DPCM che chiudeva tutta l’Italia definendola Zona Rossa.

Ci hanno chiesti 15 giorni di sacrifici per il bene di tutti.

Così le serrande si sono abbassate, la gente è rimasta in casa e ha iniziato ad aspettare…

Aspettare che i 15 giorni terminassero per poter tornare alla normalità, ma questa è stata rimandata di altri 10 giorni

Aspettare di tornare al lavoro, alla vita frenetica tanto odiata ma che ora rimpiangiamo.
Perché, parliamoci chiaro, quando vivevamo la nostra vita frenetica avevamo voglia di restare a casa. Ma quella voglia era dettata dal fatto che avevamo dei ritmi esaustivi. Ora che quei ritmi ci sono stati bloccati, questa voglia di restare a casa è svanita. Si magari i primi giorni poteva essere anche un relax. Ma ora è una tortura! C’è gente che vive per stare sotto pressione, sotto stress e con ritmi esaustivi. Tutto sommato quella vita frenetica ce la siamo creata e la vivevamo con piacere.

Stiamo ancora aspettando che il governo si accorga del fatto che obbligando aziende, autonomi, impresari, artigiani, micro, piccole  e medie imprese non possono permettersi il “lusso” di stare a casa. Che la chiusura ha, inevitabilmente, compromesso l’economia e la sussistenza della gente. Ovviamente è una chiusura giusta. Anche perché se obblighi la gente a stare a casa e a muoversi solo per necessità, i negozi che non vendono beni di sussistenza non avrebbero avuto clienti da servire.

Stiamo ancora aspettando che il governo applichi misure di aiuto CONCRETE a tutte queste aziende che oggi hanno terminato la liquidità. Persone che oggi si ritrovano a dover chiedere aiuto a parenti e amici o, ancora peggio, alle associazioni, ai comuni, alla chiesa.

Stiamo ancora aspettando che il governo sospenda: mutui, prestiti, fitti, bollette, tasse, RIBA, RID, cambiali, assegni, leasing, noleggi e tutte le altre scadenze che un’azienda ha alla fine di ogni mese già scadenzato.
ATTENZIONE! Non vogliamo che il governo paghi al posto nostro, ma che li sospenda. Li rinvii!

Perché se ho un prestito che termina a Giugno del 2025, il governo può dire alle banche che le due rate di Marzo e Aprile 2020 le trasla al 2025, ovvero prolungando di 2 mesi (o quanti ne serviranno) il termine ultimo di rimborso del prestito. SENZA PENALI
E così per Mutui, Leasing, Noleggi ecc…

Le bollette e le tasse, soprattutto quelle aziendali, potrebbe dilazionarli nel tempo con le prossime scadenze a partire dal mese cui si ritorna effettivamente a lavorare. Quindi chi ha da pagare la fornitura di energia di €100 può diluirla nei mesi a venire con dilazione gratuita di €10 al mese. Magari facendoci risparmiare sugli oneri accessori. Perché questo mese avremmo consumato si e no 10€ di corrente, ma le altre spese fisse fanno lievitare la bolletta.

Gli assegni, le cambiali, i RID e le RIBA possono essere saldati con dei prestiti ponte da parte delle banche con garanzie statali. Lo stato non caccia nulla. L’azienda sopravvive. E qualora questi prestiti non venissero rimborsati, lo stato se ne farà carico. Ovviamente ci deve essere una caccia al furbo che farà in modo di non rimborsare.

IL DOPO SARÀ TRAGICO, E NESSUNO NE È IMMUNE! PROPRIO COME IL VIRUS.

Quando l’emergenza sanitaria sarà terminata non vi crediate Immuni perché il virus non vi ha colpito. C’è un’altra brutta malattia che sarà la CRISI ECONOMICA!

Non dovete pensare che non vi toccherà! Che voi siate dipendenti, professionisti o aziende.

Sarà un colpo durissimo. Per le aziende che, se non arriveranno manovre adeguate, stenteranno a rialzarsi. Alcuni sopravvivranno, altri non ce la faranno! E se le aziende chiudono si perdono anche posti di lavoro. Quindi potere di acquisto anche per le aziende restate aperte che a loro volta dovranno ridurre spese e personale. È un cane che si morde la coda!

Le conseguenze sono catastrofiche.

Il Turismo, cui Italia e tante regioni si reggono, potrebbe avere una forte frenata. In primis perché dobbiamo sostentarci solo con il turismo interno senza contare su quello estero. Paesi cui hanno iniziato questa guerra dopo di noi, difficilmente penseranno o riusciranno a passare una vacanza in italia.

In Secundis, molte prenotazioni sono state già cancellate. E chi attendeva la primavera per prenotare le vacanze, oggi è molto sconcertato ed è impensabile spendere delle somme che oggi sono essenziali per la sopravvivenza.

L’anno liturgico che è stato compromesso: In molte regioni, specialmente al sud, c’è un forte fronte economico che fa vivere moltissime aziende grazie alle celebrazioni dei sacramenti. Pensiamo, quindi, ai Battesimi, Comunioni, Cresime e Matrimoni che, come consuetudine, iniziano a celebrarsi dopo la Santa Pasqua. Insieme alla celebrazione c’è la parte delle feste. Quindi sono a rischio tutto l’indotto quali:

Sale ricevimenti, lavoratori stagionali, fioristi, organizzatori di eventi, rifornitori di cibo e bevande, negozi di bomboniere, vestiti, regali e oggettistica, agenzie di viaggi, fotografi, noleggi auto e tanti altri settori che a loro volta hanno alle spalle rifornitori, importatori, artigiani, produttori ecc…
Parliamo di centinaia di migliaia di lavoratori.

Poi ci sono tanti professionisti che lavorano per e con le aziende. L’industria del Cibo non di prima necessità. L’export del made in Italy e tante altri settori che saranno colpiti da questa enorme crisi.

Limitando il potere d’acquisto delle persone si limita la possibilità che l’economia riparta.

Servono interventi volti a far restare vive migliaia di Partite IVA che oggi sostengono lo stato versano miliardi di Tasse.
Serve una de-burocratizzazione. Serve alleggerire la pressione fiscale. Serviranno, dopo, incentivi e sgravi. Ma con la massima urgenza serve immissione di liquidità nell’economia reale.

Sappiamo benissimo che questo significa indebitarci. Noi imprenditori siamo tra i primi che si sono indebitati per costruire le nostre realtà. Ma oggi, vista la situazione difficile, saremmo disposti ad indebitarci con l’italia.

BASTA CHE NON FATE SVANIRE LE NOSTRE CREATURE. I NOSTRI SOGNI. LE NOSTRE REALTÀ

CI LASCERESTE CON UN CUORE INFRANTO. ANNI DI SACRIFICI BUTTATI ALL’ARIA.

LASCIATECI VIVI! LASCIATECI VIVERE

Giuseppe Scarpato

Partita vIVA community

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